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Transdolomiti 2013

TRANS-dolomiti-2013-07
TRANSDOLOMITI 2013
La via dei Camosci

1° giorno: Cortina d’Ampezzo – Rifugio Alpe di Tires 11km dsl 300+
E’ consigliato fare un trasferimento in autobus da Cortina al Passo Sella, 2180m
Da qui si prende il sentiero Federico Augusto n° 577, una meravigliosa balconata che ci condurrà, in falsopiano ad ammirare panorami strepitosi sulla sottostante val di Fassa, val di Duron, sulle svettanti cime del Sasso Lungo, Sasso Piatto e i contrafforti del Catinaccio. Questo è un sentiero facile e bello dove vi è un susseguirsi di rifugi: Rif. Salei, Rif. Frederich August, Rif. Sandro Pertini, Rif. Sasso Piatto. Da qui si prosegue e si arriva al Pas de Duron 2168m per risalire fino al Rif. Alpe di Tires 2440m, dove è previsto il pernotto.

2° giorno: Rifugio Alpe di Tires  – Vigo di Fassa 17km dsl 150+ 
Siamo alle porte del Catinaccio e stiamo per entrare nel Rosengarten o giardino delle rose, nome in tedesco dato al massiccio. I fiori di questo fantastico giardino danno le sfumature di rosa, arancio, grigio, di cui si tinge la montagna a seconda dell’ora del giorno. Entriamo per il sentiero 3a in direzione del passo del Principe con il rifugio omonimo. Si scende per la valle del Vaiolet, luogo di superstizioni. Qui si dice che nelle conche le streghe si riuniscano. Nella zona ci sono numerosi rifugi famosi: Vaiolet, Preus, Re Alberto, Santner, Stella Alpina, Gardeccia, Catinaccio, Negritella. Numerose e affascinanti vie di roccia, alcune attrezzate. Le tre Torri del Vaiolet: Delago, Stabeler, Winkler sono il sogno e la meta di rocciatori o semplici amanti della montagna che si accontentano di guardare lo svettante profilo a naso in sù.

3° giorno: Vigo di Fassa – Rif. Mulaz 7km dsl 800+
Lasciato il “Regno di Laurino” si entra nel “regno dei camosci”. Dal paese di Vigo di Fassa si prende un bus che porta al Passo Rolle a 1970m di quota. Si sale per facile sentiero al Rif.Capanna Cervino 2.082m e poi a Baita Segantini 2170m. Da qui si ha di fronte uno dei più bei paesaggi dolomitici e si mostra in tutta la sua eleganza e potenza il Cimon della Pala, la Cima Vezzana, la Cima dei Burelloni, il Mulaz, la Cima della Venegiotta e la Cima Valles. Questi nomi sono la carta di identità delle Pale di San Martino assieme alla Cima Rosetta, la Pala di San Martino, il Sass Maor, la Cima Canali e la Fradusta. Da non dimenticare il Castellaz, dalla cui cima si osserva un paradiso terrestre e dove non a caso è situato “IL CRISTO PENSANTE” luogo di meditazione e preghiera. Il nostro cammino imbocca la val Vaneggia e salendo al passo del  Mulaz raggiungiamo il rifugio omonimo per il pernotto.

4° giorno: Rif. Mulaz – Rif. Pedrotti alla Rosetta  7km dsl 600+
Le Pale di San Martino sono state scoperte nell’ottocento. Sulle loro pareti sono state aperte centinaia di vie di tutti i livelli di difficoltà, da parte di alpinisti di fama tra i quali Maurizio Zanolla detto “Manolo”. Dino Buzzati ha ambientato tra queste dirruppanti catene “Il deserto dei Tartari”. Il nostro trekking segue l’alta via n°2 e dal Rif. Mulaz si prosegue per il sentiero delle Farangole per arrivare al Rif. Pedrotti alla Rosetta situato in un pianoro suggestivo dove il silenzio della sera e le stelle della notte ci incanteranno. Quarto pernotto.

5° giorno: Rif. Pedrotti alla Rosetta – Rif. Scarpa 17km dsl 800+
L’attraversata delle pale di San Martino è sempre un’emozione. Sassi, rocce, silenzio, solitudine, vento, forcelle, fino a raggiungere al rifugio Treviso. L’incantesimo prosegue per il sentiero 720 alla forcella delle Mughe, bivacco Menegazzi, passo Col di Luna, per giungere sotto l’imponente parete rocciosa del monte Agner e al rifugio Scarpa dove pernotteremo.

6° giorno: Rif Scarpa – Rif. Sonnino al Coldai  13km dsl 1.100+
Dalle Pale di San Martino – Agner ci trasferiamo nello straordinario massiccio Civetta – Moiazza. Ci agevoliamo con mini bus, da Frassenè Agordino alla località di Listolade – Capanna Trieste. Risaliamo la val Corpassa, dalla Capanna Trieste, poi la val Civetta, per mulattiera passando per il rifugio Vazzoler.
Tra le grandi pareti dolomitiche “ La Civetta” occupa un posto speciale. La cima più alta è 3.220m. Apprezzeremo l’imponenza della parete percorrendo il sentiero n° 560 della Val Civetta che collega i rifugi Vazzoler, Tissi, Coldai. Rifugi il cui nome è a ricordo di grandi alpinisti che qui hanno sognato, progettato e scalato la “Parete delle Pareti”, la  torre Trieste, la torre Venezia e la Busazza. Raggiunto il rifugio Tissi si prosegue fino al rifugio Coldai per il pernotto.

7° giorno: Rif Sonnino al Coldai  – Cortina D’Ampezzo 21km dsl 400+
Con ancora impressa nella mente la verticalità rocciosa della parete del Civetta, proseguiamo seguendo l’alta via n°1 per Passo Staulanza e il rifugio Fiume.
Il Pelmo o “il Caregon”, per la sua forma concava che ricorda una grande sedia, sovrasta il rifugio Fiume. E’ il protagonista della storia alpinistica, qui nel 1857 Ser John Ball scienziato e naturalista inglese ne raggiunge la cima. Ritornato in patria a Londra, l’anno successivo, viene nominato presidente del primo Club Alpino del mondo “Alpin Club di Londra”. Il Pelmo è conosciuto anche per un passaggio ostico sulla cengia di Ball, detto anche “passo del gatto”. Da dietro il rifugio si segue il sentiero 436 che per le forcelle Puina, Roan, Ambrizzola ci porta al rifugio Palmieri alla Croda da Lago. Per la classica discesa al Lago De Aial, fino al villaggio Mortisa, si giunge a Cortina d’Ampezzo.

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